Visita medico sportiva

Visita medico sportiva corsa

Essendo un incallito podista, ogni anno mi sottopongo alla visita medico sportiva, obbligatoria se voglio partecipare a competizioni ufficiali organizzate dalla FIDAL (la federazione italiana di atletica leggera). Tali competizioni possono essere gare su pista (cosa che non faccio), oppure corse su strada, come 10km (le faccio molto raramente) mezze maratone (un po’ meno raramente) e maratone (ne faccio 2-3 all’anno).

Anche quest’anno sono abile e arruolato, ma combinando la mia peculiarità di essendo un podista che predilige le lunghe distanze con l’età che avanza, anno dopo anno; il DOC mi ha fatto fare alcuni test per vedere lo stato di salute delle mie articolazioni.

Dolore al ginocchio destroNello specifico, in questi ultimi 2 mesi ho il ginocchio destro che ha iniziato a scricchiolare ed era più curioso lui del sottoscritto, di capire il perché di questa infiammazione persistente.

L’esito non mi ha per niente entusiasmato, infatti sentirsi dire di essere un vecchio con l’artrite non è stato molto simpatico, ma utile per prevenire un degenerare della situazione. In realtà la situazione non è così preoccupante, anche perché secondo il mio medico la corsa aiuta a proteggere le ginocchia, per cui il mio problema sarebbe dovuto ai tanti anni calcio, ovvero anni di traumi che avrebbero indebolito le mie articolazioni.

Tuttavia il DOC ha suggerito l’assunzione di un integratore alimentare come BodyFokus ArthroForce Revital, ovvero un integratore a base di solfato di glucosamina e di solfato di condroitina che combinati tra loro aiuterebbero la riduzione dei dolori alle ginocchia.

Insomma, quest’anno la visita medico sportiva è stata veramente utile, perché oltre ad ottenere l’idoneità (un controllo annuale sul corretto funzionamento del cuore sotto sforzo non fa mai male), ho scoperto anche un interessante integratore che potrebbe tornami utile, ma che sicuramente consiglierò anche a mia madre che soffre di artrite.

Starò diventando vecchio, ma a correre non mi fermerà nessuno.

Reindirizzare automaticamente le richieste HTTP ad HTTPS

Redirect 301 da HTTP ad HTTPS

Scrivo questo post come promemoria per ricordami come reindirizzare tutte le richieste HTTP ad HTTPS tramite file .htaccess.

Per chi non lo sapesse, questa piccola porzione di codice (che andrò a presentare) risulta fondamentale quando si installa il certificato SSL sul proprio sito, ovvero quando si passa dalla versione http:// alla versione https://. Quest’ultima è la versione che Google sta invitando a utilizzare, così da garantire un maggiore sicurezza agli utenti che navigano nel web (vedi proteggere il sito con protocollo HTTPS).

Versione non sicura HTTP

Versione sicura HTTPS

La migrazione da HTTP ad HTTPS ha anche un altro risvolto, oltre a quello di garantire una maggiore sicurezza degli utenti che visitano il sito. Questo è un risvolto quasi puramente lucrativo, infatti Google considera il protocollo HTTPS come un segnale di ranking (vedi HTTPS as a ranking signal). Significa che a parità di condizioni tra due siti, Google va a posizionare meglio quello che utilizza il protocollo HTTPS. Puoi quindi capire l’importanza dal punto di vista SEO di questa implementazione.

Tuttavia per siti già esistenti, non basta passare al protocollo HTTPS, ma si rende anche necessario reindirizzare tutte le richieste che puntano alla versione HTTP verso la versione HTTPS. Ovviamente il redirect deve essere con codice 301, ovvero permanente.

Ora si passa al sodo e, se anche tu come me, lavori con siti hostati su server linux, allora puoi intervenire inserendo un comando all’interno del file .htaccess. Come già detto, questa indicazione farà reindirizzare tutte le richieste da parte di utenti e motori di ricerca alla pagina HTTPS.

Ecco tutto quello che devi inserire nel file .htaccess, senza fare alcuna modifica. Tutte le richieste verranno reindirizzate da HTTP ad HTTPS con un redirect 301.

RewriteEngine On
RewriteCond %{HTTPS} off
RewriteRule ^(.*)$ https://%{HTTP_HOST}%{REQUEST_URI} [L,R=301]

Vuole comprare della birra: rimane bloccato dentro la cella frigo!

Uomo bloccato nel frigorifero delle birre

Lo scorso 29 ottobre a Marshfield, una cittadina del Winsconsin, è successo un fatto più unico che raro.

Un uomo di 38 anni è entrato alle 23.50 del 29 ottobre 2017 nel Kwik Trip (un convenience store), situato al numero 101 di Central Avenue di Marshfield, con l’intento di acquistare la birra. Tuttavia è stato ritrovato bloccato all’interno del frigorifero contenente gli alcolici alle 5.50 del 30 ottobre 2017 da un altro cliente che ha allarmato il personale del negozio.

Durante queste 6 ore di prigionia, il trentottenne non si è perso d’animo e invece di battere sul vetro del frigorifero per farsi liberare dal personale del mini-market, ha pensato di scolarsi una bottiglia da mezzo litro di birra, oltre ad altre 3 lattine.

Secondo quanto riportato dai media statunitensi, una volta liberato, l’uomo sarebbe uscito dal negozio senza pagare e anche con una confezione di 30 lattine di birra, che però gli sarebbero cadute in strada, rompendone qualcuna.

Ora sulla sua testa pende l’accusa di furto, ma grazie al divieto di assumere alcolici, è stato rilasciato anticipatamente dalla prigione.

La genialata (o cazzata)

Perché l’uomo non ha chiamato soccorso quando si è ritrovato intrappolato dentro al frigorifero?

Le droghe e l’alcol in questo caso non centrano e il 38-enne merita un posto d’onore tra i maestri sacri di genialità (o stupidità), come Lapo nel suo finto rapimento.

Leggendo da un altro punto di vista questa vicenda, bisogna considerare che:

  • negli Stati Uniti d’America è proibito vendere vino e liquori dalle 21.00 alle 06.00 mentre è proibito vendere birra dalle 00.00 alle 06.00);
  • le porte delle celle frigo dove viene riposta la birra, si bloccano automaticamente alla mezzanotte, ora in cui diventa proibita la vendita;
  • l’uomo non avrebbe avuto soldi per acquistare la birra.

Conoscendo questi 3 elementi è facile intuire perché l’uomo abbia deciso di farsi chiudere dentro la cella frigo.

La “genialata” sarebbe stata proprio quella di arrivare nel negozio 10 minuti prima della chiusura delle porte del frigorifero contenente le birre (dove la temperatura è di circa 0°C), entrarci dentro e iniziare a scolarsi le birre in tutta “comodità” e senza spendere un centesimo!

Attrezzatura da spia

Tra qualche settimana dovrò fare un regalo di compleanno a un mio amico particolarmente fissato con le spie. Neanche da dire, il suo idolo indiscusso è James Bond e proprio per questo motivo mi piacerebbe fargli un regalo, magari con della attrezzatura da spia.

occhiali-da-spiaIl problema principale, oltre a quello di trovare un negozio dove comprare l’attrezzatura, è proprio quello di capire cosa regalargli. Facendo una piccola ricerca, ho scoperto che è possibile acquistare una varietà pazzesca di attrezzatura da spia, che va dai più classici occhiali con la telecamera nella montatura, a qualsiasi altro oggetto di uso quotidiano con telecamera incorporato, dai bottoni al pacchetto di sigarette.

Poi ho trovato sistemi di registrazione più o meno sofisticati, sistemi anti intercettazione o pedinamento, localizzatori gps, o dei più semplici binocoli a infrarossi. Poi mi sono fermato un attimo e ho pensato “tutta questa attrezzatura è ottima per una spia di professione, ma lui.. che cazzo se ne può fare?”

Insomma, a parte una telecamera, che può essere sempre utile (non so fino a che punto una con risoluzione pessima, confrontata con gli standard odierni), come potrebbe usare tutti gli altri gadget da spia?

A meno che non sia un agente dell’FBI, non credo abbia bisogno di sistemi anti intercettazione o pedinamento, per non parlare poi dei localizzatori gps. Inizierebbe a pedinarci o a registrare le nostre conversazioni? Meglio non lasciare ai posteri deliranti discorsi!

Quindi alla fine non gli abbiamo preso un’attrezzatura da spia vera e propria, bensì un drone con una telecamera, così ci giocheremo anche noi!

Overbooking e software per hotel, errori volontari?

L’altro giorno mentre prenotavo una stanza in un hotel a Malta tramite Booking, mi sono fatto una domanda un po’ strana: come diavolo fanno gli alberghi a gestire le prenotazioni da più canali? Prenotazioni dal sito web, telefoniche, da agenzie di viaggi, comparatori come Booking, Trivago e chi più ne ha, più ne metta. Non credo siano così immediati da gestire.

overbooking-hotelSe non vi è una buona gestione dei canali di vendita, soprattutto nei periodi di alta stagione, ci si può imbattere nel fenomeno chiamato overbooking, ovvero l’hotel vende più camere di quante ne dispone. Potrebbe essere un fenomeno involontario causato proprio da una gestione non impeccabile dell’albergo, ma anche volontario, per evitare di ritrovarsi con cancellazioni poco desiderate.

Personalmente non mi è mai capitato di trovarmi di fronte a un “Ci scusi signore, la stanza che ha prenotato è già occupata”, però credo che possa accadere se non si gestiscono bene i vari canali di prenotazione. Ho provato a fare una semplice ricerca su Google per vedere come gli albergatori possono gestire le loro strutture ed evitare spiacevoli incidenti di overbooking involontari (per quelli volontari non ci sono software che tengano) e ho trovato molte risorse interessanti.

Googleleggiando un po’ ho trovato alcune aziende che sviluppano dei programmi per la gestione degli alberghi, in particolare c’è un software per hotel firmato GpDati, che offre soluzioni sia alle strutture più piccole, come bed&breakfast, piccoli hotel, ma allo stesso tempo a grandi catene alberghiere che devono gestire più strutture simultaneamente.

Grazie a questi gestionali, gli overbooking involontari sembrano abbastanza difficili da verificarsi, anche se in prossimità dei periodi di alta stagione ci può sempre stare qualche errore. Confidando nell’efficienza dei software gestionali per hotel, mi auguro e vi auguro di non trovarvi di fronte alla spiacevole situazione di overbooking e vi auguro buoni viaggi e soggiorni in giro per il mondo.