La struttura del mio blog

Oggi mi è sorta la curiosità di vedere la struttura del mio sito in un grafico. Cercando e cercando per la rete, mi sono imbattuto nel blog kOoLiNuS, dove l’autore KOOLINUS ha scritto di come esista un simpatico software che crea un “grafo dinamico” del proprio sito web. L’autore del programmino è Marcel Salathé che non si aspettava minimamente di vedere realizzati più di 2 milioni di grafici da quando è nata l’applicazione.

Ma tornando a tema con il titolo, ecco il grafico del mio blog:

Grafico Vaggioblog

Voi avete provato a fare il vostro?

Google Gravity, la forza di Gravità su Google

Dopo due giorni dal suo compleanno, mi ritrovo nuovamente a parlare di lui. Oggi ho trovato qualcosa di veramente divertente.

Vi siete mai chiedi cosa accadrebbe se tutto d’un tratto la pagina di ricerca di Google fosse sottoposta alla forza di gravità? Cadrebbe tutto a pezzi? Proprio così! Gli inventori di Google Gravity hanno pensato bene di far prevalere la forza di gravità alle regole che mettono in ordine un sito internet, con un risultato veramente esilarante. (Provare per credere)

google gravity

La pagina è sviluppata in html5 ed appena vi si accederà, si vedrà cadere a pezzi tutti i componenti della famosa pagina di ricerca di Google. Nonostante il sito “sia a pezzi”, è possibile fare le consuete ricerche, con l’unica eccezione che i risultati saranno solamente 5 e rigorosamente “in caduta libera”. Non avete trovato ciò che cercavate, fate digitate un’altra parola ed i risultati si sommeranno andando a creare nuove macerie. Il bello è che tutti i cocci si possono far fluttuare per la pagina e farli cadere nuovamente. Non mi dilungo, perché dovete assolutamente provare questo motore di ricerca alternativo.

Basta con il telemarketing

Quanti di voi ricevono telefonate promozionali al proprio numero fisso? Nel 99,9% dei casi chiamate inutili, dove i centralinisti sono scazzati e che ti propongono un servizio impossibile in pochi decimi di secondo. Se si fanno domande si irritano ed iniziano ad insistere con frasi come “Accetta?”, “Sottoscrive?”. Io non mi sognerei mai di dare conferma ad un servizio che non conosco, ma molti anziani e non, rischiano di rimanere fregati da queste offerte inutili.

Per uscire dal circolo vizioso del telemarketing inutile e fastidioso è nato il Registro delle Opposizioni. Il meccanismo è piuttosto semplice, chiunque vuole telefonare per promuovere i propri servizi non potrà più sfogliare liberamente gli elenchi telefonici, ma dovrà farsi dare la lista degli utenti che non si sono opposti alle chiamate promozionali. Dall’altra parte noi comuni mortali potremmo decidere se iscriverci al registro e di conseguenza non ricevere le odiate chiamate.

Tutto risolto quindi? Neanche per idea, alzi la mano chi non è iscritto a qualche sito? Nessuna mano alzata? Bene, vuol dire che con tutta probabilità avete dato il consenso al trattamento dei vostri dati. Questi dati sono stati venduti a call center vari che vi martelleranno di telefonate.

Ora quando ricevo queste telefonate, ho preso il vizio di chiedere all’operatore da dove è stato preso il mio numero. Senza voler male agli operatori, ma la loro ignoranza li spinge a dire nella maggior parte delle volte: “Dal dattabbeis” o “Dal computer” e allora che fare? Chiedere la cancellazione dei propri dati, ma in che modo? Come può un operatore, che non ha cognizione di causa su queste cose, rimuovermi dalla loro lista?

Chiedo aiuto a chi ne sa di più!!

Hardly Work, il tuo amico su Facebook

Hai un capo severo, o sei in prova e non ti è concesso utilizzare Facebook? Uno studente di informatica di Yale ha pensato bene di creare un’applicazione che permette di mascherare le proprie azioni sul pc. Infatti aprendo Facebook con la sua applicazione, la finestra della creazione di Zuckerberg apparirà come un vero e proprio foglio excel.Hardly Work Facebook

Se avete sempre il fiato del vostro capo sul collo e avete paura di essere scoperti e magari, nel peggior dei casi, licenzati, collegatevi al sito www.hardlyword.in.

Quali potrebbero essere le controindicazioni? Tanto per cominciare se siete Facebook dipendenti, potreste vedere la vostra produzione dimezzare e di conseguenza perdere il posto per qualcuno di più produttivo. In secondo luogo potreste ricevere tanta di quella pubblicità che non potreste neanche immaginare, infatti per poter usufruire dell’applicazione, sarà necessario divulgare al realizzatore tutti i propri dati. E visto che l’applicazione Hardly Work è gratuita, sono dell’idea che il suo creatore abbia intenzione di monetizzare in qualche modo, magari vendendo i dati raccolti a molte agenzie di pubblicità.

Vendere su ebay

Ormai nell’era della globalizzazione è facile trovare qualsiasi cosa ci serva in internet. Uno dei più potenti mezzi che mette in contatto chi cerca con chi offre è senza ombra di dubbio eBay.

Senza eBay non avrei mai trovato dei pezzi di ricambio per la mia macchina elettrica radiocomandata del 1987, comprati da un negozio Tamiya in Giappone. Fatalità sempre un giapponese non sarebbe mai stato in grado di risistemare la sua fiat 850, senza i fuselli originali che gli ho venduto. Insomma il più grande sito di aste online è il più potente mezzo che mette in comunicazione venditori ed acquirenti di tutto il mondo.vendere su ebay

Nonostante gli scambi tra paesi diversi, io personalmente vendo principalmente nel territorio italiano e qualche volta ci si trova davanti un’acquirente “furbo” che cerca di fregarti o semplicemente di fare il super affare.

Il problema principale si annida nei metodi di spedizione, infatti se il lato positivo della posta prioritaria è l’essere la più economica, il lato negativo è che non si può monitorarne lo stato della spedizione sul sito delle poste. In questo modo sia venditore che acquirente non sono certi che la spedizione vada a buon fine.

Detto ciò, è bene specificare che questo tipo di spedizione non è molto affidabile e che l’acquirente che lo preferisce, si assume il rischio di non vedersi recapitare l’oggetto comprato, senza pretendere rimborsi o appioppare feedback negativi o nulli al venditore. Il consiglio di specificare quanto scritto sopra, nell’asta, è dovuto dal fatto che è successo che qualche acquirente astuto affermava di non aver mai ricevuto la merce, nonostante l’avesse ricevuta e di pretendere il rimborso, dato che con la prioritaria non è possibile monitorare lo stato della spedizione.

Quindi se state per vendere qualcosa in internet tutelatevi ricordando che la prioritaria non è affidabile e magari chiedendo all’impiegato postale, al momento della spedizione, di farvi una fotocopia del pacchetto con adesivi postale annessi, in modo d’avere una prova tangibile della vostra spedizione.