Smartphone rotto? Cosa fare?

Alzi la mano chi al giorno d’oggi non possiede uno smartphone. Sono convinto che le mani alzate siano veramente poche. Mi auguro ci siano tutte quelle dei neonati e dei bambini piccoli, ai quali non credo faccia molto bene smanettare con uno smartphone nei primi anni di vita. Dopodiché penso che qualche anziano non abbia più tanta voglia di star dietro alla tecnologia.

Tuttavia le statiche parlano chiaro. Al mondo ci sono più abbonamenti alla telefonia che persone, con 8,59 miliardi di abbonamenti e 7,95 miliardi di individui.

Se consideriamo che per ogni abbonamento ci vuole un dispositivo (è vero che esistono quelli con doppia SIM, ma bisogna considerare anche quelli dismessi che prendono polvere nei cassetti), è ragionevole pensare che ci siano almeno altrettanti smartphone e cellulari in circolazione.

Più cellulari che persone al mondo
Fonte: https://www.statista.com/chart/4022/mobile-subscriptions-and-world-population/

Andando ad analizzare più nel dettaglio, scopriamo inoltre che circa il 67% della popolazione mondiale (ovvero 5,4 miliardi di individui) possiede almeno un abbonamento a internet, perciò almeno un dispositivo lo dovranno possedere.

Individui che utilizzano internet nel mondo
Fonte: https://www.itu.int/en/ITU-D/Statistics/Pages/stat/default.aspx

Perché questa premessa?

Ho deciso di fare questa premessa per capire quale possa essere l’impatto della telefonia nel mondo. Ed è dirompente!

Non solo dal punto di vista dell’accessibilità a internet, il 67% della popolazione mondiale è online, ma anche dal punto di vista ambientale.

Se da un lato è vero che gli smartphone ci connettono globalmente, permettendoci di comunicare con persone da ogni angolo del mondo, dall’altro bisogna riconoscere la fragilità di questi dispositivi.

Una semplice caduta accidentale può mandare in mille pezzi un display e compromettere l’utilizzo dello smartphone. A quel punto cosa fare: buttare il dispositivo e tutte le sue componenti, oppure provare a ripararlo?

Riparare gli smartphone di valore

Oggigiorno le parole che sentiamo ripetere più spesso sono riparo, riciclo, riuso, ma con questo non significa che abbiamo completamente abbandonato l’era del consumismo (pensa a tutto il ciarpame che viene comprato inutilmente in occasioni come BlackFriday & Co.), però si può dire che si sta facendo sempre più strada una sensibilizzazione nei confronti dell’ambiente.

E per questo motivo, soprattutto per i dispositivi più cari, sono nati servizi di riparazione, che vanno dalla semplice sostituzione del display rotto, alla sostituzione di altre componenti come batterie, fotocamere, ecc.

Ormai non serve neanche più avere il negozio proprio sotto casa, perché basta fare una ricerca come prezzi riparazione iPhone vicino a me per trovare i riparatori più vicini a casa tua e per avere già un’idea di spesa dell’intervento.

Cosa fare con gli smartphone più economici?

Se sembra ovvio riparare i dispositivi di fascia alta come gli iPhone, non è altrettanto ovvio riparare gli smartphone più economici che completano la gamma dell’offerta nel mercato della telefonia mobile.

Spendere 100/200€ per riparare un iPhone da un migliaio di euro è sicuramente sensato, ma spendere anche solo 100€ per un dispositivo da 300€ acquistato un paio d’anni fa, potrebbe non avere molto senso.

In questo secondo caso, consiglio di intensificare le proprie ricerche su Google per trovare i prezzi di riparazione migliori, ma nel caso non si riesca a trovare qualcosa di estremamente economico, una soluzione potrebbe essere quella del fai-da-te.

E per fai-da-te intendo cercare qualche guida su YouTube, comprare la componente rotta (solitamente il display) e provare a riparare il dispositivo da soli. In questo caso, il prezzo dei display generalmente (se si trova) si dovrebbe aggirare in una forbice compresa tra i 10€ e 30€, mentre la manodopera è azzerata.

Personalmente trovo divertente questa soluzione e permette di comprendere un po’ di più cosa c’è “sotto il cofano” dei nostri smartphone.

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