Il simbolo che fa impazzire gli iPhone

Carattere telugu che manda in crash iPhone

Nelle ultime ore c’è un simbolo (questo: జ్ఞ‌ా) che sta facendo letteralmente impazzire gli iPhone.

Infatti a causa di un difetto di progettazione di iOS, il sistema operativo degli iPhone, questo carattere in lingua telugu, manda in tilt il sistema di disegno e di conseguenza manda in tilt il telefono di Cupertino.

A partire da questa scoperta, gli scherzi (soprattutto nei gruppi WhatsApp) stanno avendo una vera escalation. Infatti agli utenti Android basta inviare tale simbolo, per mandare in crash gli iPhone. Gli effetti di questo bug possono non solo far riavviare l’app, ma addirittura il telefono.

Inutile dire che nel giro delle ultime ore sono molti gli utenti Android che si sono messi alla ricerca del carattere telugu (da scaricare facendo copia e incolla) per fare scherzi ai loro amici con iPhone. Quindi dove trovare il carattere telugu che manda in tilt gli iPhone per colpa del bug del sistema operativo iOS?

Lo si può trovare su openradar.me nella pagina di segnalazione del bug.

Tuttavia il problema ha i minuti contati, poiché secondo quanto dichiarato da Apple, il bug dovrebbe essere risolto con la versione iOS 11.3 e con la versione macOS 10.13.4 che, allo stato attuale sono scaricabili in versione beta.

Tecnica fotografica

Foto panorama Turchia

Sinceramente non sono un fotografo, non sono neanche molto appassionato alla fotografia, ma ogni tanto mi piace guardare (o per meglio dire: ammirare) le foto di qualità che si possono trovare online, su Flickr e Instagram.

Proprio tramite Instagram, ho fatto amicizia con un ragazzo molto bravo nel scattare foto di paesaggi. Lui non è un fotografo professionista, scatta solo per passione e devo dire che le sue foto non hanno nulla da invidiare a quelle realizzate dai nomi più blasonati nel settore (se ne esistono).

Proprio durante le vacanze ci siamo trovati casualmente e gli ho chiesto come è nata questa passione e come è riuscito a raggiungere una tecnica fotografica di così grande spessore.

La passione

Mi ha raccontato che la passione per la fotografia è nata quasi per caso. Quando era piccolo, un giorno suo padre gli portò a casa una vecchia macchina fotografica Polaroid. Una di quelle macchinette fotografiche istantanee che scattavano la foto e subito stampavano la foto su una particolare pellicola.

Macchina fotografica PolaroidEcco la passione per la fotografia è nata così, senza alcuna tecnica fotografica particolare e solo per il gusto di scattare foto a persone, animali e paesaggi e di poterle ammirare qualche istante dopo.

Mi ha confessato che probabilmente questa passione per la fotografia non gli sarebbe mai nata al giorno d’oggi. Infatti, anche se può sembrare strano, l’effetto di vedere la foto appena scattata su un display, non offre le stesse emozioni di quella stampata istantaneamente su una pellicola.

Tra l’altro proprio la scarsità delle pellicole, l’hanno spinto a migliorare sempre più la sua tecnica fotografica, poiché non voleva sprecare una stampa a causa di una foto venuta male, a causa di una cattiva esposizione o di una pessima luce.

Lo studio della tecnica fotografica

Nel corso degli anni ha così iniziato a frequentare un circolo di fotografi vicino casa, dove gli hanno dato le basi della tecnica fotografica.

Ovviamente la prima macchinetta fotografica seria è arrivata poco dopo, quando messe da parte le varie mancette delle varie ricorrenze ha acquistato una Canon usata (ora non ricordo il modello).

L’evoluzione è stata inesorabile e anche il settore della fotografia ha subito una rivoluzione con l’avvento delle fotocamere digitali. Anche in questo caso nuove tecniche fotografiche sono nate e per restare al passo con i tempi il circolo non bastava.

Tecnica fotografica panorama

Grazie a internet Luca ha potuto migliorare la sua tecnica fotografica, seguendo dei corsi online che consiglia a tutti gli appassionati di fotografia come lui.

Dato che mi piacciono particolarmente le foto dei paesaggi, ha incoraggiato anche il sottoscritto a provare a migliorare la mia tecnica fotografica semplicemente seguendo un corso online.

Nonostante i miei timori iniziali di spendere una fortuna, grazie a lui ho persino acquistato un corso di tecnica fotografica (clicca qui per vederlo) per fotografare al meglio i paesaggi. Il costo del corso è stato di appena 9€, ma devo dire che mi sta dando degli ottimi spunti per realizzare delle foto migliori.

Chissà, magari un domani grazie a questo corso di tecnica fotografica, mi appassionerò alla fotografia pure io.

Sacchetti frutta a pagamento: tutto quello da sapere

Il 2018 è iniziato nel migliore dei modi, per chi ama la “cagnara” che si scatena sul web quando ci sono notizie che toccano da vicino il portafoglio di tutti noi.

Questa notizia riguarda i sacchetti per la frutta a pagamento, che a partire dall’1 gennaio 2018 costeranno la bellezza di 2 centesimi a sacchetto. Quella che è stata definita la tassa sui sacchetti di plastica, ha generato una vera e propria rivolta popolare sui social network (sempre a parole da parte dei leoni da tastiera, che mai smuovono il culo per mobilitarsi con qualcosa di concreto).

Da quello che ho potuto leggere dai vari commenti, sembra sia stata una mossa del buon Matteo Renzi, che ha introdotto questa normativa sui sacchetti di plastica per favorire l’amica di famiglia. Ma sarà vero?

Cosa dice la legge sui sacchetti di plastica

Per prima cosa, bisogna considerare che la legge 123 del 3 agosto 2013, che convertiva in legge il decreto 91 del 20 giugno 2017, mira a recepire una direttiva europea in tema ambiente, che ha l’obiettivo di ridurre l’utilizzo delle borse in plastica.

Entrando nello specifico, l’articolo 226-bis comma 2 (in riferimento alle borse di plastica per la frutta e verdura) dice che:

non possono essere distribuite a titolo gratuito e a tal fine il prezzo di vendita per singola unita’ deve risultare dallo scontrino o fattura d’acquisto delle merci o dei prodotti trasportati per il loro tramite.

Perciò se prima il commerciante (quindi il supermercato), non ci metteva nello scontrino il costo del sacchetto (che però veniva inglobato sicuramente altrove), dal primo gennaio 2018 sarà obbligato a mettercelo (questo per aumentare la consapevolezza sull’utilizzo della plastica).

Tale importo non può essere imposto dalla legge, ma molti si stanno uniformando sui 2 centesimi di euro (se trovate sacchetti a 10 centesimi, allora forse c’è un campanello d’allarme per il consumatore).

Come eludere il costo dei sacchetti della frutta?

Ad oggi non vi è nessun trucco per eludere il costo dei sacchetti della frutta.

  • Non è possibile portare i sacchetti da casa. Per motivi di igiene e di sicurezza (gli stessi supermercati si sono dichiarati contrari ai sacchetti da casa).
  • Non è possibile mettere tutta la frutta e verdura in un unico sacchetto. Questo perché per ogni scontrino del reparto frutta e verdura viene conteggiato in automatico il costo del sacchetto. Quindi se compri mele, pere e banane e le imbusti in un unico sacchetto, pagherai tre volte il valore del sacchetto (poiché vi sono 3 scontrini).
  • Non è possibile mettere uno scontrino per ogni articolo senza imbustarlo. Per lo stesso motivo di prima, il consumatore pagherà il costo del sacchetto anche senza utilizzarlo (se metti lo scontrino a 4 arance, pagherai 4 volte il costo del sacchetto).

Arance senza sacchetto plastica

Costo annuale dei sacchetti di plastica sulle famiglie

Sulle spalle delle famiglie, il costo dei sacchetti di plastica per frutta e verdura sarà ininfluente. Ecco perché:

Se una famiglia utilizza 2 sacchetti al giorno per 365 giorni, consumerà un totale di 730 sacchetti all’anno.

Se il costo unitario del sacchetto è di 2 centesimi, la famiglia pagherà un totale di 14,60€ all’anno.

Azienda amica di Renzi

Sicuramente con l’obbligo dei sacchetti biodegradabili anche per frutta e verdura, aumenteranno il fatturato le aziende produttrici di questi imballaggi.

Che la principale azienda a trarne vantaggio sia la Novamont amministrata da Catia Bastioli (nel 2011 oratrice alla seconda edizione della Leopolda renziana) presunta amica di Renzi, non ci metto la mano sul fuoco.

La mia soluzione

Dato che anch’io sono un leone da tastiera e non ho il tempo e la voglia di scendere in piazza a prendere a sberle i politici, la mia soluzione è questa:

  • acquisterò dal fruttivendolo sotto casa,
  • acquisterò al mercato,
  • acquisterò direttamente dal produttore (abitando in campagna ho molti produttori vicino casa).

Visita medico sportiva

Visita medico sportiva corsa

Essendo un incallito podista, ogni anno mi sottopongo alla visita medico sportiva, obbligatoria se voglio partecipare a competizioni ufficiali organizzate dalla FIDAL (la federazione italiana di atletica leggera). Tali competizioni possono essere gare su pista (cosa che non faccio), oppure corse su strada, come 10km (le faccio molto raramente) mezze maratone (un po’ meno raramente) e maratone (ne faccio 2-3 all’anno).

Anche quest’anno sono abile e arruolato, ma combinando la mia peculiarità di essendo un podista che predilige le lunghe distanze con l’età che avanza, anno dopo anno; il DOC mi ha fatto fare alcuni test per vedere lo stato di salute delle mie articolazioni.

Dolore al ginocchio destroNello specifico, in questi ultimi 2 mesi ho il ginocchio destro che ha iniziato a scricchiolare ed era più curioso lui del sottoscritto, di capire il perché di questa infiammazione persistente.

L’esito non mi ha per niente entusiasmato, infatti sentirsi dire di essere un vecchio con l’artrite non è stato molto simpatico, ma utile per prevenire un degenerare della situazione. In realtà la situazione non è così preoccupante, anche perché secondo il mio medico la corsa aiuta a proteggere le ginocchia, per cui il mio problema sarebbe dovuto ai tanti anni calcio, ovvero anni di traumi che avrebbero indebolito le mie articolazioni.

Tuttavia il DOC ha suggerito l’assunzione di un integratore alimentare come BodyFokus ArthroForce Revital, ovvero un integratore a base di solfato di glucosamina e di solfato di condroitina che combinati tra loro aiuterebbero la riduzione dei dolori alle ginocchia.

Insomma, quest’anno la visita medico sportiva è stata veramente utile, perché oltre ad ottenere l’idoneità (un controllo annuale sul corretto funzionamento del cuore sotto sforzo non fa mai male), ho scoperto anche un interessante integratore che potrebbe tornami utile, ma che sicuramente consiglierò anche a mia madre che soffre di artrite.

Starò diventando vecchio, ma a correre non mi fermerà nessuno.

Reindirizzare automaticamente le richieste HTTP ad HTTPS

Redirect 301 da HTTP ad HTTPS

Scrivo questo post come promemoria per ricordami come reindirizzare tutte le richieste HTTP ad HTTPS tramite file .htaccess.

Per chi non lo sapesse, questa piccola porzione di codice (che andrò a presentare) risulta fondamentale quando si installa il certificato SSL sul proprio sito, ovvero quando si passa dalla versione http:// alla versione https://. Quest’ultima è la versione che Google sta invitando a utilizzare, così da garantire un maggiore sicurezza agli utenti che navigano nel web (vedi proteggere il sito con protocollo HTTPS).

Versione non sicura HTTP

Versione sicura HTTPS

La migrazione da HTTP ad HTTPS ha anche un altro risvolto, oltre a quello di garantire una maggiore sicurezza degli utenti che visitano il sito. Questo è un risvolto quasi puramente lucrativo, infatti Google considera il protocollo HTTPS come un segnale di ranking (vedi HTTPS as a ranking signal). Significa che a parità di condizioni tra due siti, Google va a posizionare meglio quello che utilizza il protocollo HTTPS. Puoi quindi capire l’importanza dal punto di vista SEO di questa implementazione.

Tuttavia per siti già esistenti, non basta passare al protocollo HTTPS, ma si rende anche necessario reindirizzare tutte le richieste che puntano alla versione HTTP verso la versione HTTPS. Ovviamente il redirect deve essere con codice 301, ovvero permanente.

Ora si passa al sodo e, se anche tu come me, lavori con siti hostati su server linux, allora puoi intervenire inserendo un comando all’interno del file .htaccess. Come già detto, questa indicazione farà reindirizzare tutte le richieste da parte di utenti e motori di ricerca alla pagina HTTPS.

Ecco tutto quello che devi inserire nel file .htaccess, senza fare alcuna modifica. Tutte le richieste verranno reindirizzate da HTTP ad HTTPS con un redirect 301.

RewriteEngine On
RewriteCond %{HTTPS} off
RewriteRule ^(.*)$ https://%{HTTP_HOST}%{REQUEST_URI} [L,R=301]