Arredamento contract, cos’è?

giovedì, 23 maggio 2013 Pubblicato da

Qualche mese fa abbiamo visto uno stile d’arredamento per la casa veramente particolare e interessante, come lo shabby chic targato Blanc Mariclò, invece oggi volevo parlarvi di un settore in crescita poco conosciuto, ma molto attivo tra i vari addetti ai lavori.

Vi sarà capitato (e se non vi è successo, prendete la mia esperienza come buona) di sentir parlare di arredamento contract, come l’arredo contract per l’hotel, gli arredi contract per il bar e così via. All’ennesima volta che ho sentito parlare di arredamenti contract, mi sono girate un po’ le balle (lasciatemi passare il termine), perché non riuscivo a capire di che diavolo si stava parlando.

Pensavo che il contract fosse uno stile d’arredo utilizzato principalmente negli hotel o nei bar, più o meno come potrebbe essere lo stile shabby chic dentro alle case delle varie appassionate. Tuttavia non contento, ho deciso di informarmi e capire di cosa si tratta. Perciò:

cos’è l’arredamento contract?

l’arredamento contract è un particolare servizio con il quale vengo realizzati mobili e arredi su misura per le aziende. In realtà, sarebbe un servizio ancora più ampio, infatti la falegnameria o il professionista che realizza l’arredo contract, studierebbe a partire dalla piantina degli ambienti, tutto l’arredamento per quella determinata attività, che sia un hotel, un bar o un negozio.

cosa significa arredamento contract

In pratica sarebbe una sorta di produzione di mobili su misura specializzata per le aziende, con lo studio anche degli spazi interni. Almeno dalle mie parti, una delle falegnamerie più quotate nella realizzazione di arredamenti contract è Bordigato Arredo, se per caso volete vedere i lavori svolti o magari volete far realizzare il vostro, potete visitare il loro sito internet: http://www.bordigatoarredo.it/arredamento-contract-su-misura.php.

Arredamento shabby chic Blanc Mariclò

martedì, 19 febbraio 2013 Pubblicato da

Lo ammetto è da tanto tempo che non scrivo nel blog, almeno da quando non sono stato nell’officina più pazza del mondo. Oggi niente motori, ma complementi d’arredo in stile shabby. No, non sto facendo outing, ma mi sento in dovere di raccontarvi di un mondo a me sconosciuto che ho visto per cause di forza maggiore, avendo conosciuto delle grandi fan del marchio Blanc Mariclò.

mobile stile shabby chic

Autore: Andy Roberts

Per chi non lo conoscesse lo stile shabby, o country chic è un modo di vivere che ha preso piede in questi anni. Vi chiederete, cosa significa e in cosa consiste lo stile shabby? Oltre a tutta la filosofia di vita, è uno stile di arredamento d’interni, ovvero decorare la propria casa con mobili e oggetti antichi recuperati da un triste destino. In pratica si tratta di prendere un vecchio mobile e dargli una seconda vita, decorandolo secondo i propri gusti. Uno dei marchi più famosi è Blan Mariclò, nato nei primi anni del nuovo millennio. Blanc Mariclò è un brand prettamente made in Italy, che prendendo ispirazione dalle rustiche case di campagna della toscana, ha saputo creare prodotti di prima qualità, con un gusto county chic e anche retrò. Per Blanc Mariclò i mobili e i complementi d’arredo devono essere belli, ma al tempo stesso a misura di famiglia, perché la casa deve essere un luogo accogliente e vivibile.

Le case arredate in stile shabby sono inconfondibili, le tinte pastello regnano quasi incontrastate e si possono trovare oggetti che un tempo avevano altri scopi. La filosofia di vita è contro il consumismo moderno e mira a valorizzare ogni minimo dettaglio. Obiettivamente non si può che essere d’accordo con questa visione, ma in alcuni casi, da una passione si passa a una vera e propria ossessione.

Se bazzicate qualche mercatino dalle vostre parti, incontrerete sicuramente qualche patito dell’arredamento Blanc Mariclò o dello stile shabby chic.

Ho portato l’auto nell’officina più pazza del mondo

giovedì, 8 novembre 2012 Pubblicato da

Da qualche giorno mi son ritrovato ad aver qualche problema di accensione della auto, oltre a qualche défaillance in fase di accelerazione, quindi ho deciso di andare in un’officina a far controllare le presunte responsabili di questo problema: le candele.

Officina più pazza del mondoArrivo nel parcheggio dell’officina, scendo dall’auto, entro nel capannone, chiedo permesso, ma nessuno si fa vivo. Provo ad alzare la voce, ma ancora una volta nessuno risponde. Decido di aspettare fuori ed ecco che in lontananza, nel giardino dell’officina intravedo un uomo intento a svolgere le sue funzioni corporali; sgrollatina, tirata su di zip e mi viene incontro. Mi dice che il bagno dell’officina è rotto e che l’idraulico si è dato alla macchia, perciò si arrangia come può.

Dopo questo siparietto comico, gli espongo i problemi dell’auto e anche lui mi conferma che dovrebbe essere proprio un problema di candele. Mi chiede se posso lasciargli l’auto perché deve aspettare che il motore si raffredda e mi dice di tornare tra un paio d’ore. Fortuna che l’officina si trova vicino casa, gli lascio l’auto e intanto vado a farmi un giro.

Torno dopo tre ore, lo trovo subito e mi chiede di aiutarlo perché non trova la chiave per togliere le candele. Dopo una decina minuti di ricerche, la trovo sotto un pneumatico! Lui mi ringrazia e mi dice che ha ordinato la nuova attrezzatura per l’officina e che gli arriverà a giorni, quindi si trova un attimo in disordine.

Alla fine il problema erano proprio le candele, me le cambia e per l’aiuto mi mette in conto solo il prezzo dei pezzi cambiati.

Iphone 5: “ma che ve frega”?

venerdì, 28 settembre 2012 Pubblicato da

Lo ammetto sono uno di quelli che quando entra in internet alla mattina, si legge un po’ di notizie per la rete, a partire dai titoli delle testate giornalistiche online, per poi proseguire in blog di settore e quant’altro. Una decina di minuti per vedere cosa è successo nel mondo ed eventualmente per aggiornarmi su qualche questione che ritengo importante.

Questa mattina una sola notizia campeggiava in primo piano su quasi tutti i giornali online: “La notte bianca degli iphone maniaci“. Gente che ha aspettato tutta la notte, decine di ore, di fronte alle vetrine dei negozi che avrebbero venduto, a partire da stamane, i tanto famigerati iphone 5. Un’impresa, se così si può considerare, che definirei folle, visto che avrebbero potuto dormire sonni tranquilli e acquistare il melafonino nel pomeriggio o nel week end. Ma forse hanno seguito alla lettera la celebre frase di Steve Jobs: “Siate affamati, siate folli“, nel senso di restare ore in coda a digiuno per acquistare un iphone 5.

A parte tutto il sarcasmo che si può tirar fuori da questa situazione, mi chiedo come mai i giornali han dato così tanta importanza alla notizia. Tra l’altro (altra mia abitudine) leggendo i commenti agli articoli, trovavo ovviamente, due correnti di pensiero: i pro e i contro all’eterna coda, con tanto di insulti (molti dei quali censurati) e di prediche che giustificavano o criticavano simili comportamenti.

Oltre all’ilarità che mi ha suscitato questa “notte bianca” e i relativi commenti, mi chiedo come mai vi sia questa guerra tra pro e anti iphone 5? “Ma che ve frega” se uno è stato sveglio tutta la notte per acquistare un telefonino, o “che ve frega” se qualcuno vi trova ridicoli se siete stati svegli tutta la notte per appagare una vostra passione? Insomma tutti a parlare e a scrivere (ahimè compreso il sottoscritto) del nulla cosmico, quando si potrebbero concentrare le energie e le attenzioni su qualcosa di più costruttivo.

Per concludere vi lascio un video di un finto commesso che, di fronte ai fan in coda, fa “accidentalmente” cadere degli scatoloni che dovrebbero contenere i tanto agognati iphone 5.

Google e i ragazzini con la pistola

martedì, 25 settembre 2012 Pubblicato da

Una notizia apparsa ieri sera sul sito del Corriere, (questo l’articolo) racconta di come una Google-car, ovvero una delle auto che gira per le strade di tutto il mondo con un dispositivo installato sul tetto che fotografa i paesaggi lungo le strade (il servizio Street View di Google), ha immortalato a Detroit un gruppo di ragazzini appena fuori una porta di casa.

Che c’è di strano penserete voi? Ogni tanto vengono fotografati strani tipi che fanno strane cose. Tuttavia in questo caso, uno degli “strani tipi” impugnava un’arma che sarebbe stata addirittura rivolta verso l’auto di Google. (Di seguito l’immagine tratta da Google Street View oggi censurata)

Ragazzi con armi al passaggio della Google car

In questo caso oltre all’ovvio beneficio del dubbio che si possa trattare di un’arma finta o di un giocattolo (completamente dimenticato dalla testata giornalistica online), nell’articolo viene persino azzardato un possibile collegamento con un omicidio del 30 giugno scorso.

Difficile sapere quando la foto è stata scattataEffettivamente la casa dove fu ritrovata la vittima è molto simile a quella dei ragazzi e il collegamento con l’omicidio ci può stare, ma affermare la difficoltà nel reperire l’informazione riguardante il periodo di realizzazione della foto, è abbastanza imbarazzante, soprattutto per la giornalista Maria Strada. Infatti per conoscere, quella che possiamo definire “Image Date“, basta abbassare lo sguardo in basso a sinistra, leggere le 8 parole fornite da Google e scoprire che l’immagine risale al settembre 2009, ben 3 anni prima dell’omicidio.

Data immagine da Google Street View

Ovviamente in questo caso qualche dubbio sorge spontaneo e il colosso di Mountain View potrebbe essere utile alle indagini, sempre che quei ragazzi in questi ultimi 3 anni non se ne siano andati da quella casa. Ah quasi dimenticavo, se volete “fare un giro” per quella via, potete cliccare qui.