La marijuana crea dipendenza?

Con la diffusione sempre più ampia della marijuana, si è diffusa anche l’idea che non possa creare dipendenza. Questo è causato in parte dal fatto che le caratteristiche della dipendenza si iniziano a presentare molto più lentamente rispetto che ad altre sostanza, e anche dal fatto che smettere di fare uso di marijuana non è come l’inferno che si vive quando si cerca di disintossicarsi da altre droghe.

Ma la verità è chiara: “Non c’è dubbio sul fatto che la marijuana crei sia dipendenza fisica che psicologica“, dice Aaron Weiner, psicologo e direttore del dipartimento sulle dipendenze alla clinica in Illinois, Linden Oaks Behavioral Health. La disintossicazione dalla cannabis, secondo uno studio condotto nel 2004, può condurre ad irritabilità, ansia, cattivo umore, perdita di appetito e funzioni sociali ridotte.

Le varie droghe hanno effetti diversi, ma i sintomi della dipendenza sono relativamente simili. L’uso di cannabis può iniziare come attività sociale, poi diventa un modo per rilassarsi e accettare i problemi. Per gli utilizzatori problematici, questa sostanza diventa un aspetto centrale della loro vita, e ha la precedenza su altre attività che permettono la realizzazione personale.

In quasi tutti i casi, le possibili conseguenze della dipendenza da marijuana non sono orribili come un’overdose di oppiacei, o delle malattie correlate al tabacco. E rispetto all’alcool, statisticamente, è di gran lunga meno probabile che la marijuana porti ad eventi che distruggono la vita, come un incidente.

L’utilizzo eccessivo della cannabis è spesso descritto come “dipendenza patologica ma non fisica” o “abitudinario”. Ma gli svantaggi si percepiscono. Sono considerati più gravi per i consumatori con meno di 25 anni, dato che il loro cervello è ancora in fase di sviluppo. Gli studi hanno dimostrato che l’utilizzo intensivo di cannabis tra i giovani può peggiorare i risultati scolastici e anche i guadagni sul lavoro. È anche durante il consumo in questo periodo che gli studi hanno trovato più casi di psicosi.

A favore dell’industria della marijuana, la legalizzazione negli Stati Uniti non ha portato ad un aumento del consumo di cannabis tra i giovani. Ha tuttavia aumentato significativamente il consumo tra gli adulti, e ci si aspetta che questi dati continuino per questa strada, mano a mano che la droga viene legalizzata in sempre più stati e diventa socialmente accettabile.

Secondo FogliaNuda, si stima che un adulto su 10 che faccia uso di cannabis, diventerà un consumatore problematico. Ma rispetto all’alcool, le conseguenze dell’uso eccessivo in età adulta sono ancora poco chiare, dato che i prodotti disponibili oggi sono molto più forti di quelli di qualche anno fa. Ciò che è chiaro è che sempre più persone passeranno sempre più tempo da fatti.

Questo è il punto di vista di un addetto alla salute pubblica. Seguendo questa logica, l’alcool non dovrebbe essere reso disponibile commercialmente, ma è legale in tutto il mondo. In un modo o nell’altro, gli stati hanno preso in considerazione gli svantaggi dell’alcool legale, e hanno deciso che renderlo tale sarebbe stato meglio. Ma nessuno conosce gli effetti negativi della cannabis legale.

Come per ogni prodotto – cellulari, macchine, carburanti fossili – l’industria della marijuana ha un grande vantaggio: quando si conoscono gli effetti negativi, non se ne può più fare a meno.

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