Sacchetti frutta a pagamento: tutto quello da sapere

Il 2018 è iniziato nel migliore dei modi, per chi ama la “cagnara” che si scatena sul web quando ci sono notizie che toccano da vicino il portafoglio di tutti noi.

Questa notizia riguarda i sacchetti per la frutta a pagamento, che a partire dall’1 gennaio 2018 costeranno la bellezza di 2 centesimi a sacchetto. Quella che è stata definita la tassa sui sacchetti di plastica, ha generato una vera e propria rivolta popolare sui social network (sempre a parole da parte dei leoni da tastiera, che mai smuovono il culo per mobilitarsi con qualcosa di concreto).

Da quello che ho potuto leggere dai vari commenti, sembra sia stata una mossa del buon Matteo Renzi, che ha introdotto questa normativa sui sacchetti di plastica per favorire l’amica di famiglia. Ma sarà vero?

Cosa dice la legge sui sacchetti di plastica

Per prima cosa, bisogna considerare che la legge 123 del 3 agosto 2013, che convertiva in legge il decreto 91 del 20 giugno 2017, mira a recepire una direttiva europea in tema ambiente, che ha l’obiettivo di ridurre l’utilizzo delle borse in plastica.

Entrando nello specifico, l’articolo 226-bis comma 2 (in riferimento alle borse di plastica per la frutta e verdura) dice che:

non possono essere distribuite a titolo gratuito e a tal fine il prezzo di vendita per singola unita’ deve risultare dallo scontrino o fattura d’acquisto delle merci o dei prodotti trasportati per il loro tramite.

Perciò se prima il commerciante (quindi il supermercato), non ci metteva nello scontrino il costo del sacchetto (che però veniva inglobato sicuramente altrove), dal primo gennaio 2018 sarà obbligato a mettercelo (questo per aumentare la consapevolezza sull’utilizzo della plastica).

Tale importo non può essere imposto dalla legge, ma molti si stanno uniformando sui 2 centesimi di euro (se trovate sacchetti a 10 centesimi, allora forse c’è un campanello d’allarme per il consumatore).

Come eludere il costo dei sacchetti della frutta?

Ad oggi non vi è nessun trucco per eludere il costo dei sacchetti della frutta.

  • Non è possibile portare i sacchetti da casa. Per motivi di igiene e di sicurezza (gli stessi supermercati si sono dichiarati contrari ai sacchetti da casa).
  • Non è possibile mettere tutta la frutta e verdura in un unico sacchetto. Questo perché per ogni scontrino del reparto frutta e verdura viene conteggiato in automatico il costo del sacchetto. Quindi se compri mele, pere e banane e le imbusti in un unico sacchetto, pagherai tre volte il valore del sacchetto (poiché vi sono 3 scontrini).
  • Non è possibile mettere uno scontrino per ogni articolo senza imbustarlo. Per lo stesso motivo di prima, il consumatore pagherà il costo del sacchetto anche senza utilizzarlo (se metti lo scontrino a 4 arance, pagherai 4 volte il costo del sacchetto).

Arance senza sacchetto plastica

Costo annuale dei sacchetti di plastica sulle famiglie

Sulle spalle delle famiglie, il costo dei sacchetti di plastica per frutta e verdura sarà ininfluente. Ecco perché:

Se una famiglia utilizza 2 sacchetti al giorno per 365 giorni, consumerà un totale di 730 sacchetti all’anno.

Se il costo unitario del sacchetto è di 2 centesimi, la famiglia pagherà un totale di 14,60€ all’anno.

Azienda amica di Renzi

Sicuramente con l’obbligo dei sacchetti biodegradabili anche per frutta e verdura, aumenteranno il fatturato le aziende produttrici di questi imballaggi.

Che la principale azienda a trarne vantaggio sia la Novamont amministrata da Catia Bastioli (nel 2011 oratrice alla seconda edizione della Leopolda renziana) presunta amica di Renzi, non ci metto la mano sul fuoco.

La mia soluzione

Dato che anch’io sono un leone da tastiera e non ho il tempo e la voglia di scendere in piazza a prendere a sberle i politici, la mia soluzione è questa:

  • acquisterò dal fruttivendolo sotto casa,
  • acquisterò al mercato,
  • acquisterò direttamente dal produttore (abitando in campagna ho molti produttori vicino casa).

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